Per saperne di più sulle nostre serate

 


15 luglio 2019

Serata presieduta dal Presidente David Gallina

 

E’ stata l’ultima serata del “nostro” anno rotariano 2018 – 2019,  l’ultima serata dell’era Gallina con il passaggio delle consegne a Edoardo Aschieri ed è stata non l’ultima ma una delle tante serate in cui l’amicizia, la vicinanza, il piacere di stare insieme l’hanno fatta da padrone.

Alla presenza di tante autorità rotariane, il Past Governor Pierre Bordiga, il Governatore nominato Luigi Viana, l’Assistente per il nostro gruppo Gigi Rubinetti, i Presidenti del Rotary Club Carignano e Torino Stupinigi Fabrizio Viscardi e Letizia Verdi, di autorità civili, l’Assessore alla cultura della nostra città Laura Pompeo e tanti ospiti ed amici il Presidente Gallina ha tracciato un brevissimo riassunto di quanto di bello e di importante sia stato fatto nell’anno appena concluso dal nostro Club, dall’ingresso di due nuovi soci, all’ormai consolidato ma sempre più  grande successo dei nostri programmi storici Brams e Concorso Giugiaro.

Ha concluso il suo intervento con la consegna della Paul Harris Fellow a due soci, peraltro sorpresissimi, il vostro segretario e Carlo Bongiovanni, che, a suo dire, maggiormente lo hanno supportato ed aiutato in questa sua fatica presidenziale.

Ha quindi passato il collare e la spilla da Presidente ad Edoardo Aschieri che, con l’aiuto di una serie di slides, ha tratteggiato il programma del suo anno rotariano.

Paul Harris affermava che il Rotary deve “ promuovere e sviluppare relazioni amichevoli tra i propri soci per renderli meglio  atti a servire l’interesse generale” e quindi il nostro Club dovrà proseguire sulla strada intrapresa da David proseguendo nel rilancio con il mantenimento dei services attuali e la ricerca di nuovi, l’aumento dell’effettivo e la maggior connessione con le famiglie, gli amici, il territorio e con glia altri Club, sulla scia de motto dell’attuale Presidente Internazionale, Mark Maloney, “Il Rotary connette il mondo”.

Ma come raggiungere questi obiettivi?

Innanzi tutto rendendo il nostro Club maggiormente specializzato, agile stabile con commissioni guidate da tre persone, con respiro triennale e stabilità a rotazione tra i tre componenti che le dovranno guidare e con obiettivi e strategie pre-condivise tra tutti i soci, e poi valorizzare i services storici parlandone e gestendoli durante tutto l’anno e non solo nell’imminenza della manifestazione e con maggior coinvolgimento dei soci tutti e soprattutto individuarne di nuovi sul territorio e in collaborazione con i Club del nostro gruppo.

Anche la forma poi deve avere la sua importanza e quindi onore alle bandiere prima di ogni conviviale, maggior importanza al ruolo del Prefetto, inviti più frequenti ad esponenti del Distretto e delle associazioni operanti sul territorio ma anche maggiore e più compiuta comunicazione tra noi, maggior utilizzo da parte dei soci del Club Communicator, agenda presentata in anticipo per permettere ai soci la gestione dei proprio impegni e, conseguentemente, una maggior partecipazione, anche con amici e famigliari.

Il prossimo appuntamento,  ci ha ricordato il novello Presidente, è per il 16 settembre con una serata che vedrà la partecipazione del giornalista Paolo Viberti dedicata ai cento anni dalla nascita di Fausto Coppi: quindi tanti soci, tanti amici e tanti ciclisti.

La serata, invero piacevolissima, è terminata con la consegna all’ormai Past President Gallina del consueto omaggio del Club, il piatto portante tutti i nomi dei soci del suo anno, di un omaggio del Comune di Moncalieri ed uno floreale all’Assessore Pompeo ed alla nostra Bettina che ha chiuso la sua collaborazione con noi. A Lei i ringraziamenti sentiti di tutti i soci per tutti questi anni e soprattutto quelli del segretario scrivano per il quale è stata preziosissima.


16 settembre 2019

Serata presieduta dal presidente Edoardo Aschieri

 

Cronaca della serata: Prima riunione dopo le meritate vacanze estive e subito una serata di grande impatto e interesse: in Interclub con i Rotary Club Carignano, Stupinigi, Susa Val Susa e la presenza di rappresentati del Rotary Club Orta e Rotary Club Desenzano, la nostra riunione 1891 è stata dedicata a “Fausto Coppi nei 100 anni dalla sua nascita. Analisi sportiva e sociale, sempre attuale”.

All’aperitivo a buffet tenuto sulla terrazza con la vista del nostro imponente Castello illuminato, è seguita la conviviale durante la quale i presenti, più di ottanta tra soci dei vari club, gentili signore ed ospiti, hanno avuto un assaggio delle qualità oratorie del nostro relatore, Paolo Viberti, che tra una portata e l’altra ha mostrato alcune delle maglie indossate da Fausto Coppi e da altri corridori del tempo.

Al termine della conviviale ha preso la parola  Paolo Viberti, ormai un amico del Club, già giornalista di Tuttosport con un palmares di 30 giri d’Italia, 17 Tour de France, 28 mondiali, 22 Milano San Remo, innumerevoli mondiali ed europei di basket, sci, slittino fondo ed ora apprezzatissimo autore di libri.

Innamorato della bicicletta ha scalato, come d’altra parte anche alcuni dei nostri soci “ciclisti”, tutte le vette di Giro e Tour e  questa sera ci ha portato l’ultima sua fatica letteraria: “Coppi, l’ultimo mistero“ dedicato agli ultimi frenetici giorni della vita del campionissimo.

Lo ha definito un “eroe garibaldino” perché, come Garibaldi seppe portare al popolino gli ideali e l’afflato del risorgimento, così Fausto Coppi e con lui Gino Bartali, Alberto Ascari, Tazio Nuvolari, il Grande Torino di Capitan Mazzola, riuscì nell’impresa di riunire gli italiani divisi dalla guerra.

Il ciclismo è di per sé risorgimentale: unisce tutte le classi sociali, tutti fanno il tifo anche per l’ultimo del plotone e tutti lo possono praticare.

Per farci capire la grandezza di Coppi, Paolo ha raccontato di una delle più grandi imprese del campionissimo, la vittoria nella tappa Cuneo – Pinerolo del Giro del 1949.

Una tappa di oltre 250 chilometri, con cinque colli, (Maddalena, Vars,Izoard, Monginevro e Sestriere) per poi picchiare in discesa verso Pinerolo.

Nel momento topico della tappa, Coppi ha un problema alla catena e chiede al suo gregario Carrea di prendere dall’ammiraglia l’oliatore per ingrassarla e farla scorrere meglio.

L’olio però finisce sul cerchione ma Coppi non può più aspettare e contrattacca: recupera su tutti e inizia una fuga solitaria di 192 chilometri arrivando a Pinerolo con più di undici minuti di vantaggio sul secondo, Gino Bartali.

Così descrive la fuga Pierre Chany, inviato dell’Equipe: “l’ho visto (Coppi, ndr) venire via dagli altri. Sfangava, quasi sollevando la bicicletta. Lo accompagnai fino a un paesino francese, mi pare Barcelonette. Lo lasciai andare. Entrai in una trattoria. Ordinai un pasto completo dagli 'hors-d’oeuvre al caffè. Mangiai con tempi da buongustaio. Fumai una sigaretta. Chiesi il conto. Pagai. Uscii. Stava passando il sesto".

Proprio per descrivere questa tappa, il giornalista Marco Ferretti aprì la sua radiocronaca con una frase entrata nella storia del ciclismo:”Un uomo solo è al commando; la sua maglia è bianco celeste, il suo nome è Fausto Coppi”.

Gli ultimi arrivarono a Pinerolo con il buio e Coppi, quella sera, chiese scusa ai suoi compagni per aver loro fatto fare tanta fatica.

Fausto Coppi è stato per il ciclismo quello che fu Emmanuel Kant per la filosofia, Johan Sebastian Bach per la musica e Michelangelo per la scultura e Giotto per la pittura; è stato un rivoluzionario del suo campo, grazie al suo interesse per nuovi metodi di allenamento, per l’alimentazione, per lo sviluppo dei materiali; dopo di lui nulla nel ciclismo fu come prima.

Fu lui ad esempio a chiedere, pochi giorni prima di morire il 2 gennaio 1960, che la Federazione imponesse l’uso del caschetto protettivo, cosa che avvenne solo nel 2006, a oltre quaranta cinque anni di distanza dalla sua proposta.

 Glu ultimi anni della sua carriera e della sua vita sono mirabilmente raccontati nel libro di Paolo : si vede la voglia dell’uomo di non accettare il tempo che passa, di non vedere  o fingere di non vedere che gli altri, i più giovani, da Ercole Baldini a Gastone Nencini, sono più veloci e più forti di lui.

Leggo alla pagina 181 del libro di Paolo Viberti: Va alla Parigi –Roubaix del 30 aprile (1959 stagione che lo porta ai quaranta anni) e i giornalisti francesi gli chiedono più volte “Pourquoi, monsieur Coppi ?”. Perché continua a correre signor Coppi? E lui, persino tenero e con un sorriso malinconico: ”Ho ancora voce, fatemi cantare”  

Anche Mario Garavoglia, perfetto organizzatore della serata, ha voluto duettare con Paolo in una serie di batti e ribatti sul Campionissimo e probabilmente Paolo Viberti avrebbe proseguito ancora nel suo affascinante racconto e la platea avrebbe continuato ad ascoltarlo in silenzio e con attenzione ma il tempo è tiranno e quindi ha dovuto concludere il suo racconto, non prima però aver risposto ad una numerosa serie di domande e considerazioni dei presenti. 

Durante il racconto sono stati proiettati dei vecchi filmati storici del corridore per i quali dobbiamo ringraziare Franco Piola memoria storica della cineteca della Rai.Come sempre è piacevolissimo ascoltare Paolo parlare di sport: a lui quindi un sentitissimo grazie per la bella serata che ci ha regalato

 


30 settembre 2019

Serata presieduta dal presidente Edoardo Aschieri

 

 

Cronaca della serata: “Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati”
“Dove andiamo?”
“Non lo so, ma dobbiamo andare”.

 

Così scriveva Jack Kerouac nel suo “On the Road” divenuto negli anni ’50 il manifesto della cosiddetta Beat Generation che narrava di una serie di viaggi compiuti dall’autore in auto, in autobus ma soprattutto in autostop, mezzo di viaggio che unisce al costo nullo del trasporto il piacere di incontri sempre nuovi e l’imprevedibilità dei tempi e dei luoghi di arrivo e queste incertezze diventano gli ingredienti della miscela avventurosa che è questo tipo di viaggio.

Ed ancora Roger Waters, mitico chitarrista e voce dei Pink Floyd dedicò un intero album, con l’accompagnamento della chitarra di Eric Clapton, proprio all’autostop nel suo “The Pros and Cons of Hitch Hiking” ove raccontala la storia di un uomo che sogna di lasciare moglie e figli per potersi trovare da solo “on the road”.

Gli anni Settanta hanno rappresentato il periodo d’oro dell’autostop ma questa pratica è andata via via scemando per una crescita del tenore di vita con conseguente maggior diffusione dell’automobile di proprietà.

E proprio la sempre maggior diffusione di auto in circolazione nel mondo, con tutte le problematiche che ne conseguono, che aveva causato la morte dell’autostop può oggi essere considerata come la causa della sua rinascita, o meglio della rinascita di un “autostop aiutato dalla tecnologia”.

Con queste parole ha iniziato la sua relazione dal titolo “Carpooling, mobilità condivisa sostenibile”, che ha caratterizzato la nostra serata 1893, in Interclub con gli amici di Chieri,  la dottoressa Claudia Gottero, che a breve diverrà nostra socia, AD di JoJob il principale operatore di carpooling aziendale in Italia e che ha definito il carpooling,  la condivisione dell’auto tra diverse persone che debbano raggiungere lo stesso obbiettivo, come una solida alternativa di trasporto ecosostenibile per diminuire anche drasticamente il numero delle vetture che giornalmente percorrono le nostre strade.

Ha portato l’esempio di Genova ove, dopo il crollo del Ponte Morandi, in meno di un mese sono stati condivisi 2.500 viaggi e più di 5.000 auto sono state tolte dalla strada grazie a ColleghiAmoGenova, l’iniziativa di carpooling aziendale promossa proprio da JoJob.

Il servizio sfrutta una piattaforma web per gestire il profilo personale dell'utente e la ricerca dei contatti, mentre i passaggi sono gestiti da un'app che permette di qualificarsi come driver o passeggero ed il sistema tiene automaticamente traccia dei km percorsi e dei chilogrammi di CO2 risparmiati.

Dal 1990, da quando si è preso seriamente atto dei problemi legati alle emissioni di CO2 nell’atmosfera, tali emissioni sono diminuite in tutti i settori, tranne che in quello dei trasporti che per il 73% fa riferimento al trasporto su strada.

Le statistiche dicono che il 66% dei lavoratori si reca sul posto di lavoro in auto con un tempo medio di percorrenza di circa novanta minuti e quindi diventa imprescindibile trovare soluzioni alternative anche in considerazione che le stime per i prossimi quindici anni parlano di una crescita della popolazione mondiale del 7%, dei lavoratori del 12% con più di diciotto milioni di autovetture in circolazione.

E’ evidente che un rimedio importante può essere la condivisione di auto private che permette di ottenere diversi benefici: innanzitutto una riduzione dei costi di trasporto e la possibilità di nuove relazioni (proprio come accadeva per l’autostop anni ‘50), ma anche maggior facilità di parcheggio, riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, miglioramento della sicurezza stradale per il minor numero di auto in circolazione, riduzione della dipendenza energetica.

La pratica del carpooling pare piacere sempre di più agli italiani e nel 2018 ha permesso di risparmiare più di tre milioni di km, di togliere dalle strade quasi 120.000 auto e di non emettere in atmosfera 421.585 kg di CO2, pari ad un bosco di 21.079 alberi.

Ma oltre all’ambiente anche l’impresa può risparmiare con il carpooling: il risparmio generato dalla condivisione dell’auto nel primo semestre 2018 è stato superiore a 290.000 euro, ovvero l’85% del risparmio raggiunto in tutto il 2017. 

Se l’impresa investisse 16 Euro per ogni dipendente otterrebbe un risparmio di 1.330 euro a cui si aggiungerebbero circa 400 euro risparmiati dal comune, con una riduzione di CO2 equivalente a 43 alberi.

A viaggiare in carpooling per la tratta casa-lavoro sono i dipendenti di oltre 2.000 aziende, tra cui Mutti, Bulgari, Ducati, Lavazza, Salvatore Ferragamo, OVS, Furla, Italdesign, Johnson & Johnson, Reale Group, Gruppo Ferrero, IBM, Ansaldo, Bottega Veneta.

La Lavazza, ad esempio, ha effettuato lo scorso anno 7.293 viaggi in carpooling, percorrendo 61.983 kilometri, con un risparmio di 4.144 kg di CO2.

La presenza tra gli ospiti dell’Assessore alla Cultura del Comune di Moncalieri, Laura Pompeo, ha portato la relatrice ad parlarci del progetto Pascal, cui è interessato il Comune e che al suo interno appunto prevede anche il carpooling aziendale.

Il carpooling potrebbe essere una opportunità per il Comune, ha specificato la relatrice: la città ha 57.598 abitanti, 4.091 aziende con 17.088 dipendenti: se il comune investisse per tutti i dipendenti della citta 273.000 euro, con 5.000 dipendenti che facessero carpooling, ogni dipendente risparmierebbe circa 6.500 euro ed il Comune circa 2.000 euro ogni anno, con una riduzione di CO2 pari a 220.400 alberi.

Al termine della interessantissima e apprezzatissima relazione hanno preso la parola Laura Pompeo che ha auspicato un sempre maggior utilizzo di questa modalità di trasporto e l’interesse del Comune ad approfondire la tematica e Monica Canalis, Consigliere regionale, che ha posto l’accento sul preventivato parcheggio interscambio a Moncalieri che potrebbe essere un modo valido per ridurre l’accesso delle auto in città.

Durante la lunga serie di domande e richieste di chiarimenti da parte di vari soci dei due Club, è intervenuto telefonicamente il Sindaco di Chieri che ha voluto esprimere il suo apprezzamento per l’organizzazione della serata dicendosi grandemente interessato all’applicazione di JoJob. Un lungo e convinto applauso ha concluso l’interessantissima serata.

 


 


 


 

 

 

 

 

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